Dovrò dire qualcosa durante la cerimonia e per prepararmi bene ho scritto e riscritto pagine e pagine. Mi chiedo però se esistano parole giuste da dire in questi momenti.
Da quando ci ha lasciato domenica scorsa sento continuamente la sua risata, lo vedo che chiacchiera sul divano con mio padre, lo osservo mentre mi racconta qualcosa. Lui amava i racconti e raccontare: storie epiche o medievali, storie di famiglia, spiegazioni scientifiche o tipologia di alimenti, spaziava in mille argomenti e poteva raccontare per ore. Questa è una delle ultime storie che mi ha raccontato.
“Ero piccolo e tutte le mattine andavo su in montagna alla valle del lupo dove i miei andavano a lavorare i campi. Portavo sempre un pacchetto avvolto negli asciugapiatti. Probabilmente dovevo portare qualcosa da mangiare per chi stava lavorando lassù. Lungo la strada, sulla destra incontravo sempre questo albero con delle belle pesche che pendevano dall’albero.
Tutti i giorni queste pesche mi chiamavano dall’albero. Finchè la tentazione fu troppo forte! Posai il mio pacchetto e mi avvicinai cauto, molto cauto. Il cattivissimo padrone del campo stava facendo la legna un pò più in là. Ma proprio in quel momento in cui io passavo di li, smise di zappare e si sedette….
Io comunque, troppo preso dalla mia pesca, non mi ero accorto che si era fermato. Avevo l’occhio solo all’obiettivo. Mi arrampicai facilmente (ai tempi si che eravamo allenati a fare queste cose!), allungai la mano ma non ci arrivavo. Ci provai ancora un po’ finchè decisi di scuotere un po’ l’albero per far avvicinare la pesca. Questa però cadde e rotolò a terra fino ai piedi del contadino cattivo! In quel momento mi aspettavo il massacro!! E invece non si girò! Forse si era addormentato o forse pensava che era caduta da sola, sta di fatto che non si girò! ….
Io….. che ero una faina …. scesi dall’albero senza far rumore, ripresi il mio pacchetto e scappai alla velocità della luce!!.. Però ragazzi, che paura!!! … Se mi vedeva mi faceva nero!!”
Lui non era uno zio qualsiasi. Lui era il fulcro della famiglia. In tutte le famiglie esistono quelli che io chiamo i personaggi chiave. Lui ci teneva insieme. Fino all’ultimo ha voluto la sua famiglia per intero vicino. Lui ci ricordava le nostre origini, riportava alla luce vecchie canzoni e vecchi episodi familiari.
E io spero di continuare a sentirlo ridere come fosse ancora qui con noi
C.
