GEMELLE OMOZIGOTE AL SUPERMERCATO

Questa ve la racconto perché fa capire come siamo noi donne…!!

Io, Piedona, la mia amica mamma di Heather e sua figlia siamo al supermercato a fare spesa. In colonna al banco dei salumi abbiamo accanto una bimba di circa 5 anni che strilla e urla in braccio al padre.salumi

La mia amica è sempre molto carina e cerca di aiutare il padre ormai disperato, confuso e imbarazzato a calmare la figlia presentandole le nostre due pupe.

Il padre, tra l’altro, ci chiede se siano gemelle, perché giuro, si assomigliano un sacchissimo le nostre bimbe. E noi ne siamo molto orgogliose!! Ci spiega che sua moglie è andata un attimo al bagno con l’altra figlia.

La sua bimba finalmente si calma e ci salutiamo tutti sorridenti.

Alle casse la incontriamo nuovamente. La bambina grande saluta le nostre due chiamandole per nome e anche noi la salutiamo allegre.

C’è la moglie di lui che ci guarda in cagnesco. Sicuramente si sta chiedendo chi siamo e come facciamo a conoscere suo marito e sua figlia.

La mamma di Heather si affretta a spiegare le cose come sono andata al banco dei salumi e l’altra donna – è palese – tira un sospiro di sollievo.

E ora il domandone: Ma perché noi donne dobbiamo sempre pensare male di TUTTO?? (Io sono la prima, non mi escludo!)

Ecco il mio nuovo buon proposito: GUARDARE AL DI LA’ DELLE APPARENZE! :)

B.

PIGRIZIA

Aprile è finito e pertanto la sindrome primaverile dovrebbe dirsi conclusa. Invece sono giornate strane queste, permeate da una pigrizia più acuta del solito. Dormire per ore, stare seduta a fissare il vuoto per momenti interminabili, attacchi di smania davanti al pc in ufficio.

Eppure cerco di darmi una mossa, quando sono attiva sto meglio e ho anche la coscienza a posto e invece sono qui che rimango ferma, in silenzio. A volte le persone mi parlano e io sono assente. Mi sento come avvolta da un velo di nuvole e la realtà mi sembra lontana. Eppure sono felice. Sono accadute strane cose in queste giornate. Avevo quasi rinunciato un’altra volta a perseguire assurde chimere quando l’univemeditarevuotorso ha fatto accadere il vero miracolo. Mi sono sentita amata profondamente ed è stato tanto inaspettato quanto piacevole. Pertanto i miracoli accadono!

Grazie a questa bella notizia, ho ricominciato a meditare ho riaperto i canali con il mio sentire e ho ricominciato ad ascoltare i miei cd che predicano le vibrazioni positive per fare in modo che la vita funzioni meglio. Ma differenza di qualche tempo fa, non sto aspettando che certe cose si materializzino per sentirmi bene. Mi sento bene già così, sono felice di quello che sto vivendo e non importa come andrà. E allora rimango qui immobile a guardare il vuoto sulla mia nuvoletta e rimango concentrata sul mio benessere per non farlo scappare via! ;-)

C.

SCHERMAGLIE D’AMORE

Quello che mi elettrizza dell’amore all’inizio è quel brivido magico che senti proprio solo nel primo mese al massimo.

Quando inizi a frequentare una nuova persona. La pelle d’oca gli istanti prima di incontrarlo, il rimescuglio nello stomaco che ti costringe ad andare in bagno quattro volte…!

Da sposata ormai, quel brivido PER FORTUNA non lo sento più, ma ho trovato il modo di assaporarlo in maniera del tutto innocente.

Guardando le commedie d’amore!

Giuro, mi elettrizzo come se fossi io a conoscere una persona nuova. Mi identifico nell’eroina di turno, ammaliata dallo sconosciuto e mi sembra proprio di provare le sue stesse emozioni.

Ho rivisto poco tempo fa il film “Ricatto d’amore” e mi fanno impazzire le schermaglie, i trucchetti.

Ma più di tutto mi piace nei film quando scatta il clic.

Fino a poco tempo prima lui o lei erano lo sfigato di turno che si conosceva da una vita o la collega mai considerata.

Poi uno dei due dice qualcosa tipo: “Io ascolto tutte le sera prima di andare a dormire Tina Turner” e l’altro taaaac una pera cotta.

Da lì parte il gioco della conquista.

Che figata.

L’uomo fa veramente una fatica bestia per amare e farsi amare!

B.

LOVE RATE

Sono stata due giorni ad un corso di web marketing. Così stanotte mentre sognavo analisi web e tassi di conversione ho trasformato nel sonno la logica alle relazioni!

Ma cominciamo dall’inizio, il grande cambiamento del web è dato dal fatto che si possono analizzare i risultati delle proprie azioni di marketing.  Scegliendo determinati parametri puoi osservare il comportamento degli utenti e raddrizzare il tiro sulle attività o sul modo di comunicare. Tutto si riduce a metriche: il “Bounce rate”, l’“Engagement rate” fino ad arrivare al “Conversion rate”. Insomma, tutte le nostre interazioni web si riducono in realtà a una serie di numeri e algoritmi. Ma la bravura sta nell’armonizzare il lato umano Heart_Rate_Loveconsiderando che siamo tutte persone e divulgando contenuti di valore. Ed è così che Avinash (video) ci ha spiegato che dobbiamo considerare fra gli altri queste tre metriche: il tasso di conversazione (quanto la gente ci risponde e parla con noi), il tasso di applauso (a quanti piacciamo) e il tasso di amplificazione (quante persone condividono i nostri contenuti).

E allora se applicassimo questi tre tassi all’amore? Potremmo creare il “Love rate”, cioè il tasso di conversione dell’amore. Potremmo fare una serie di calcoli molto complicati e sapere quanto amore abbiamo nella nostra vita e potremmo fare un bel grafico che ci dice quanto il nostro tasso di amore incrementa o decresce nella vita e appenderlo nella bacheca in cucina. Oppure ancora meglio, il “Relationshio rate”, il tasso delle relazioni, che ci dice come vanno le nostre relazioni. Per esempio potremmo misurare con un tasso di applausi tutte le volte che ci sentiamo approvati!! :-)  Si, sì lo so , sto divagando, ma è divertente! E poi, nonostante l’abbinamento sia assai  improbabile, rende piuttosto bene l’idea di quanto ci piace misurare tutto, ma proprio tutto. Forse soffriamo tutti di ansia da controllo dilagante!! ;-)

C.

IL BAGNO DI ZIA ASSUNTA

Tra le tante esperienze lavorative durante gli anni dell’università, sicuramente una delle più belle ed emozionanti è stata quella di collaborare come traduttrice per un festival del cinema.

Ci avevo perso nottati intere per tradurre cortometraggi e lungometraggi, cercando di essere all’altezza del compito e poi una bella ricompensa c’è effettivamente stata.

Il direttore del festival aveva portato me ed un’altra traduttrice a Los Angeles per la versione americana del festival in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di LA.

Inutile dire che andare a LA era un sogno che si avverava e tra i tanti bellissimi ricordi che ho, quello migliore è la festa che si è tenuta a casa di Renée Taylor, ovvero Zia Assunta della nota sit-com Tata Francesca!

Zia Assunta non aveva i capelli come nel telefilm cotonati e pieni di lacca e lì c’ero rimasta un po’ male. Ma la cosa buffa è che se lo racconto ai miei amici e mi chiedono di “dare testimonianza” del fatto che sono stata a casa sua -  e giuro che è vero, ho pure l’indirizzo mail di suo figlio col quale sono rimasta in contatto qualche mese prima che poi avesse di meglio da fare che scrivere a me! –tata fran

Dicevo?

Ah sì, dicevo, che se devo dare testimonianza di essere stata a casa sua l’unica prova che ho è la foto del suo bagno!!!

Sì perché c’erano un sacco di persone quella sera, molti vip che io non avevo la minima idea di chi fossero ma che evidentemente avevano il loro perché, e io ero troppo vergognosa (si capisce che stiamo parlando di 8 annni fa! Ora non avrei più tali paturnie!) per chiederle una foto ed un autografo.

E perciò, non potendo di certo andare in giro a fotografare casa sua, non volendo chiederle di posare con me, l’unica cosa che m’era venuta in mente era andare in uno dei suoi bagni e fotografarlo.

Ai tempi non avevo la macchina digitale, ma ancora si usava il rullino. E quindi io non sapevo cosa sarebbe venuto fuori.

Una foto gialla e nera a causa del flash verso lo specchio. Assolutamente inutile.

B.

LE GROUPIE DEI MODA’

Stimo veramente tanto le persone che sanno scrivere canzoni e musiche.modà

Faccio questo pensiero tutte le volte che sento in macchina il cd dei Modà.

I testi delle loro canzoni mi piacciono parecchio, li trovo molto poetici, la scelta delle parole è accurata e quando penso che hanno 30 anni e scrivono musica probabilmente da prima di dire “mamma” resto sempre affascinata e li ammiro tantissimo.

E pensare che le canzoni dei Modà le conosco da un po’! E’ qualche anno che hanno fatto il boom eppure io la loro faccia non l’avevo mai vista e non conoscevo neppure il nome del gruppo.

Tant’è che un giorno, avevano da poco vinto il festival di Sanremo in gara con Emma, eravamo in una trattoria in pausa pranzo io e una mia collega e lei mi dice: “Guarda, ci sono i Modà!”

Io mi giro e cerco tra i tavoli… “Chi???”

Mi indica un gruppo di ragazzi sui trent’anni tutti dall’aria assolutamente normale.

“Sono quelli che cantano La notte so che pensi a meeeee amoooooooore….

Ah sì ho capito!

La mia amica è esaltata e vuole farsi fare l’autografo. In macchina ha il cd originale, va a prenderlo.

Come due quindicenni ci avviciniamo al tavolo e gli chiediamo l’autografo.

Loro sono gentilissimi e disponibilissimi. Avevo anche guardato cosa avevano nel piatto ma a distanza di un annetto non mi ricordo più…

Tra tutti io adocchio il pelatino e tanto che sono in veste di fan gli faccio un sorriso civettuolo.

“Allora grazie, eh! Bravi, grazie, continuate così, eh!”

Io e la mia amica (circa 70 anni in due, fate un po’ voi i conti) andiamo via contente ridacchiando nel nostro momento adolescenziale.

Da allora i Modà mi piacciono ancora di più!

B.

KITSCH CON STILE

Sono qui che fisso il monitor del pc aziendale e non riesco a decidermi a iniziare a lavorare.

Perché se due più due fa quattro, la matematica non è un opinione, a caval donato non si guarda in bocca e pure sopra la panca la capra canta eccetera eccetera, allora Claudia mi ha appena dato della kitsch.

Oggi è il mio compleanno e alla macchinetta del caffè Claudia era entusiasta con in mano un pacchettino molto invitante con la carta argentata e una scritta che lasciava presagire cose colorate e glamour.foto 3

Bijoux & Accessories.

“Forse è un po’ kitsch” dice porgendomelo.

“Dimmi che è un diadema! Dimmi che è un diadema!” cantileno con la vocina da bambina e facendo il classico saluto da Regina con la mano rigida che si muove a destra e sinistra.

Sorrido contenta. Mi piace il mio compleanno, nonostante quest’anno siano trenta e come mi ha detto mio marito stamattina: “Finalmente sei anche tu maggiorenne!”

Apro il pacchettino tra uno squittìo e un ridolino e ne esce la collana più bella che abbia mai visto. Pietre colorate, perline, è divina!

“Claudia ma è divina” dico pensando ad alta voce.

Claudia mi guarda sorridente: “Entrando in negozio l’ho vista e sono rimasta folgorata! E’ uno di quegli accessori che può essere considerato magari kitsch ma se abbinato in maniera appropriata ha tutto un altro sapore. E poi tu indossi sempre questa bigiotteria un po’ vistosa ma lo fai con classe, eh!”

Ecco, è qui che casca il cosiddetto asino.

Se questa collana sta a kitsch come la bigiotteria vistosa sta a me, allora… Sono kitsch!!!!

E tornando alla prima riga: sono qui che fisso il monitor del pc aziendale e non riesco a decidermi a iniziare a lavorare. Invece di aprire il file “Evento 25.06” opto per una breve ricerca in internet.

Google. Kitsch.

Wikipedia. Bla bla… inizialmente usato per descrivere oggetti di cattivo gusto… bla bla… può comunque essere utilizzato per descrivere un oggetto artistico che (sorvolo, non voglio leggere il che)… bla bla… Prodotti contemporanei caratterizzati nelle intenzioni o negli esiti da risultati esteticamente ambigui vengono spesso definiti trash.

Forse usiamo la parola kitsch in modo errato?

O si può essere kitsch con stile?

Io propendo per la seconda. Ho deciso di coniare una nuova espressione d’arte, moda e gusto: kitsch con stile. Io voglio essere così. Chi è con me?

B.

n.d.a. Il mio compleanno è stato un paio di settimane fa, il post l’ho scritto il giorno stesso poi è andato un po’ in là nella programmazione del blog ;) Accetto volentieri gli auguri ugualmente!! :D

NON LO SOPPORTO!

Non ce la faccio, non ce la faccio, non ce la faccio!

Certo che passare a scrivere sempre di cose belle, di Piedona, delle sue piccole conquiste, dei suoi sorrisi a “lavoro, ufficio, ufficio, lavoro” è un po’ destabilizzante, eh!

Comunque: cosa “non ce la faccio”?? A sopportarlo!!!arrabbiato

Soggetto? Il mio collega d’ufficio!

Aaaaaaaargghhhhhhhhhhhhh!!!

La mia vita è difficileee!! :)

Odio al mattino entrare in ufficio e trovarlo già lì.

Tutte le luci al neon sono già accese. E sai che fastidio in queste buie mattine trovare già le luci così forti alle 8?

Le finestre per ragioni ininspiegabili aperte. Ma ci sono 4 gradi al mattino!!! Ma cavolo!!!!!! Io sono appena uscita dalle coperte!!

E poi sembra che già stia lavorando come se fosse in piedi da ore. Anzi, come se non avesse smesso dalla mattina precedente.

Minimo è lì che cazzeggia su facebook.

Arrgghhhhh.

Non ce la posso fare.

Le rare volte che tento un approcio gentile e lo invito a unirsi a bere un caffè con me mi tocca SEMPRE pure pagare. Immancabilmente ha la chiavetta esaurita e no spiccioli.

Arrrghhhh.

Non ce la posso fare.

Consigli per neutralizzare un collega che non si sopporta??

B.

IL MOTO DELLE COSE

Quest’anno non mi sono messa a fare liste per l’inizio del nuovo anno. Non per qualcosa ma semplicemente perché di liste ne faccio in continuazione. Sto attraversando una fase di estrema pace interiore (probabilmente durerà solo due giorni!). Ma è un dato di fatto che le feste, a differenza degli altri anni, non sono state fonte di tristezza e malinconia e ho iniziato il 2013 godendomi le piccole cose. Sì, sono contenta di alzarmi al mattino, contenta dell’inverno, contenta di bere un caffè o sedermi a tavola con la mia famiglia, contenta di ricevere un bacio dal mio Tesorino, contenta di salire in auto e andare in ufficio, contenta di tulipaniscrivere un commento sul blog e mi accorgo che, probabilmente, tutto il ravanare degli ultimi anni sta dando qualche frutto.

Mi piaccio quando mi guardo allo specchio, non giudico nessuno e mi godo la compagnia delle persone esattamente così come sono. Sono contenta di ciò che scrivo, di ciò che leggo e anche di ciò che non faccio e non penso. Ecco, magari durerà soltanto oggi ma tanto vale scriverlo così mi ricordo che è successo! Detto questo non ho bisogno di fare liste mi concentro sulle mie passioni, sulla scrittura sulla lettura e sulla condivisione. La mia casa si è riempita di coccinelle, che sono per me messaggere di cose buone, e forse il tanto agognato equilibrio pian piano sta arrivando.

La vera rivelazione l’ho avuta mentre leggevo il mio oroscopo del 2013. Scorrendo i mesi diceva che il primo semestre sarebbe stato impegnativo ma anche fruttifero, il secondo semestre un po’ a rilento. E di colpo ho capito: è inutile che continuo ad affannarmi alla ricerca che tutto si sistemi. Probabilmente le cose si sistemeranno per questa settimana, per questi primi tre mesi o forse anche per un anno, ma poi il ciclo ricomincerà. Arriveranno momenti di down, di problemi, di delusioni o di sofferenze, e poi torneranno ancora momenti di fortuna e beatitudine. E ho capito che stavo facendo come don Chisciotte: combattevo contro i mulini a vento in attesa di una battaglia finale che avrebbe finalmente messo a posto le cose per sempre. Per sempre? E qual è il mostro che puoi uccidere per mettere le cose a posto per sempre? La verità che non c’è nessuna battaglia finale e happy end definitivo. Ho capito che invece ci sono piccoli mostriciattoli che vanno e vengono come onde del mare. Il mare si ingrossa a volte si fa rabbioso ma poi torna ad essere calmo e trasparente. Questo è il moto delle cose, questo è il moto dell’universo e l’equilibrio è restare saldi in ogni situazione.

Detto questo, torniamo alla lista dei buoni propositi. Ci sono quattro cose che voglio fare quest’anno, sono molto semplici e concrete:

-          Risparmiare e rimettere a posto i conti! Il risparmio è per me un’esperienza nuova ma trovo che faccia parte del rispetto per se stessi

-          seguire un’alimentazione sana e disintossicarmi dai pasticci natalizi

-          Dormire quando ho bisogno di riposo

-          “Fare le cose meglio che posso ed essere gentile”. Concentrarmi sui miei doveri quotidiani e portare avanti le mie passioni lasciando perdere i giudizi negativi.

Ecco, se già porto avanti queste semplici cose credo che avrò fatto tombola… ah a proposito, è ora di tornare a Bruxelles! …. :-)

C.

FASHION VICTIM DA UFFICIO

Due settimane di lavoro e ho sfoggiato un guardaroba degno di una fashion victim.shopp moda
Mio marito non mi riconosce più. O meglio ha ritrovato la “vecchia” Barbara, quella della vita “prima di Piedona”. Quella che al mattino sceglieva con cura maniacale cosa indossare, si truccava abbinando le nuance degli ombretti con le tonalità degli abiti, quella che portava i tacchi alti, fa niente se sono fastidiosi. Insomma la Barbara curata e pettinata di cui si era innamorato.
E io a dirgli, durante tutta la gravidanza e durante il periodo di maternità “casalinga”: “Ma no amore, ma sono sempre la stessa, ma mi curo uguale, ma cosa dici? Io trasandata? Ma dove? Ma quando? Ma va’ là!”
Balleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!
Balle su balle!!
Perché ORA sono di nuovo in società.
Ora sono di nuovo a relazionarmi con il mondo degli adulti e perciò ho interesse ad essere presentabile.
Ho fatto mesi e mesi tra parchetti, mamme con le tette di fuori per allattare, lotta contro passeggini che non si aprivano, ovetti da allacciare alla macchina, bimba urlante da portare in braccio, mamme isteriche con mariti, figli e suoceri.
Balle!!
Faccio outing!
Non mi curavo, non ne avevo voglia e non ne sentivo l’esigenza.
Perché quello era il periodo in cui il mio unico compito era fare la mamma a tempo pieno. In cui ogni energia era catalizzata per la sopravvivenza mia e di mia figlia con il minimo sforzo.
Ora si torna in ufficio. Ora preparo al mattino la colazione al mio maritino con i tacchi, il trucco e la minigonna.
Poi mollo Piedona dalla nonna e ho le braccia libere da passeggini, ovetti, bimba, spesa per quattro ore.
Torno a casa, tuta e via a giocare ad oltranza!
Ogni ruolo ha la sua uniforme.
B.