Tanti Tanti ma Tanti Auguri di Buon Natale! Che possa essere un momento magico per tutti…
Barbara & Claudia Art De Vivre
Finalmente ci siamo! La pre-vigilia di Natale: oggi la lista delle cose da fare è interminabile … (l’idea di portarmi avanti con regali e commissioni non ha funzionato nemmeno quest’anno!).
Mi sono decisa a fare gli esami del sangue, quelli che dovevo fare da un mese a questa parte. Proprio oggi mi direte? Beh si … mi sento ispirata!! … Sveglia all’alba mi catapulto fuori ed è ancora buio (hmh che brutta sensazione il primo giorno di vacanza..) .. arrivo in un batter d’occhio; per strada incontro solo qualche auto e le persone che aspettano l’autobus con i loro cappelli e la sciarpa fino al naso. Stanotte c’è stato vento e ha spazzato via tutte le nuvole: a est si intravede il cielo più chiaro e qualche striatura di giallo, però a ovest c’è una riga nera delle nuvole, come un grosso cumolo di polvere spinto in un angolo.
Parcheggio e, andando a piedi verso l’ospedale, stanno allestendo le bancarelle per il mercatino … hmm.. e pensare che era stata pure una mia idea ..mi chiedo se fossi anch’io con loro a quest’ora se me la sarei davvero sentita .. la risposta nella mia testa è ovvia: no!! troppo freddo!
Entrando in ospedale e mi fiondo in accettazione chiedendomi come mai tutta la gente seduta davanti alla porta mi sta guardando storto .. ah, bisogna prendere il numerino … mi scuso sorridendo e mi siedo tranquilla a scrivere. Stamattina mi sono svegliata con accanto il mio tesorino che mi dava i bacini e in macchina mi sono ascoltata Marc Anthony accennando due passi di salsa … Nulla oggi può mettermi di cattivo umore!!…
Tocca a me: la signora guarda il mio foglio e comincia a preparare le boccette … comincio a contarle .. 1, 2, 3, 4 .. “non ho ancora finito di mi dice”.. molto divertente.. smetto di contare e giro la testa dall’altra parte .. detesto svenire in queste circostanze… Poi mi attacca un ago stile distributore del caffè e comincia a risucchiare … vabbeh, spero che passi veloce e appena terminato il risucchio corro fuori: mi serve subito da mangiare per recuperare!! ..
Uscendo dall’ospedale si è fatto giorno, il cielo è un pò rosato e limpido e la città si sta attivando. Avevo fatto male i conti, pensavo di fare un giretto per negozi ma sono le otto del mattino ed è troppo presto … Mi siedo in un bar e osservo il via vai. E’ il tipo di bar che preferisco: di quelli con la pasticceria e la pralineria, i divanetti di stoffa e un arredamento risorgimentale con un ricco lampadario sberluccicoso! Rimango seduta aspettando il caffè e ascolto l’allegro andirivieni di una mattina prefestiva… La macchina del caffè non smette di sfornare caffè e il suo profumo mischiato a quello delle brioches calde è un vero idillio. “Buongiorno Mariangela”, “Buongiorno Maurizio” il barista conosce i suoi clienti per nome, le signore ben vestite e curate approfittano per fare la chiacchieratina.. Il bancone è affollato, tutti attendono il loro cappuccio ..
Ma non è più tempo di star qui a poltrire … ci sono molte cose da fare oggi!
C.
Nell’infinità di attività che ho avuto voglia di fare nell’arco della vita, una dozzina di anni fa (più o meno) c’è finito dentro un corso di canto lirico. Avevo una voce soprano che nemmeno pensavo di avere ..non lasciatevi troppo impressionare: ero assolutamente priva di talento e mi ci volevano ore di studio per dei risultati quasi decenti. Mi ero iscritta per accompagnare mio fratello, Alessio, il vero talento della famiglia: lui ha un voce basso maschile e contralto femminile, davvero bravo riusciva a cantare un’aria difficilissima dopo averla sentita una sola volta ..
Ma torniamo a noi, l’altro giorno in macchina, fra la miriade di musica registrata sul mio mp3 ritrovo “Plaisir D’Amour” in versione lirica (http://youtu.be/WHGt3IOTzGA ) .. era da allora che non la sentivo più e mi è ritornata la voglia di cantare .. (per fortuna ero in macchina perché non credo fosse piacevole ascoltarmi!) .. Alessio te la ricordi? Credo la cantassi tu…
Poi accade che l’altra sera, per puro caso, scopro che un mio collega è un baritono e canta in un coro. Affascinata da questa strana coincidenza mi sarebbe piaciuto si
mettesse a cantare per tutti noi. Impossibile ovviamente.. però, andando a nanna, mi sono fermata a guardare fuori le siepi del giardino costellate di lucine bianche e mi sono chiesta come mai il canto lirico ritorna nella mia vita così di getto. Forse perché durante le feste mi piacerebbe avere l’occasione di andare in un qualche luogo sacro tipo un monastero o un’abbazia. Quei posti speciali che hanno delle belle vibrazioni. E magari avere l’occasione di sentire un canto come questo: dolce, profondo ed emozionante … con i fiocchi di neve che vengono giù lenti e silenziosi all’esterno…
si, toccare con mano quella sacralità e quella magia che nel quotidiano non riesco mai a trovare. In fondo Natale dovrebbe essere questo no?…
C.
In casa nostra quest’anno si apre la stagione natalizia con un brunch! Devo dire la verità, è la prima volta che uso questa formula per un pranzo con amici pre-feste di Natale e se devo essere ancora più sincera credo che sia la prima volta in assoluto che facciamo una festa natalizia se si escludono le mangiate con genitori e parenti.
Ma quest’anno ve l’ho detto voglio il Natale kitsch e quindi ho obbligato tutti a venire… anche gli amici che abitano lontano e vedo poco ma cui la tecnologia permette di restare in contatto.
Amò quando ha sentito la parola “brunch” credo volesse nascondersi nello sgabuzzino semplicemente per il fatto che sa benissimo che se io invito, poi a lui tocca lavorare e cucinare e preparare e pulire!! Giuro non sono io che lo istigo, è lui che appena sente la parola “organizziamo qualcosa” inizia a preparare liste.
Giusto per fare un po’ di sputt****ento gratuito: mi ha chiesto ieri sera “Ma i piatti belli da portata ce li abbiamo?” Voglio dire, qual è l’uomo che fa questa domanda? Nonché l’ho sgamato su internet che cercava ricette “come-dice-lui”.
Il brunch è fra qualche giorno, io sul lavoro leggo solo blog di cucina lasciandomi ammaliare da cose che tanto non farò mai (l’affettato non si cucina, giusto????? Ecco, questo è il mio piano!!!!) e canticchio musiche natalizie…
Sarà che è Natale… sarà che siamo tutti più buoni… sarà che quest’anno ormai mi sento totalmente rimbambita!
Vi farò sapere com’è andata!
B.
Nonostante il sole fantastico, l’8 dicembre si fa l’albero, e così verso le cinque zia Terry ci ha tirato tutti giù dai vari divani sui quali eravamo tutti accucciati!
Siamo usciti tutti in giardino e, mentre i bimbi giocavano con il pallone, la zia ha cominciato ad assemblare l’albero mentre lo zio si accingeva e mettere le luci sull’Ulivo. Il sole stava ormai calando e i bambini, nonostante lo spazio a disposizione, giocavano tutti intorno a lui.. d’altronde si sa, le luci colorate sono irresistibili.
Poi è giunto il momento di portare l’albero all’interno e mettere le luci. Io e Anita in tutto ciò ci siamo fatte il tè cercando di stare lontane dal caos e guardando i balli in tv ( lo sapevate che ballare fa così bene allo spirito che è come se si aprisse una bottiglia di champagne nel sistema nervoso.. mi piace troppo questa metafora per non riproporvela!
) .. comunque dopo un po’ non abbiamo potuto fare a meno di farci coinvolgere e siamo andate a dare il nostro contributo alla decorazione! E’ passato poco prima che Federico facesse cadere l’unica pallina di vetro dell’albero frantumandola sul pavimento! Vabbeh, era solo questione di tempo, fino a quel momento era stato bravissimo: toglieva tutte le palline dall’albero per rimetterle nella scatola! …
Guardando la scena pensavo a quando da sola assemblavo il mio albero di Natale e riflettevo sul fatto che il Natale è bello con tanti bambini intorno. Senza di loro, senza una famiglia numerosa la depressione Natalizia è in agguato!… Qui invece si respira una bella aria di casino totale.
Dopo un breve momento di serenità familiare, in cui tutti bravi si faceva l’albero, è cominciata la fase” urliamo e disfiamo tutto”!!! .. così Anita ha acceso la musica e ci siamo messi tutti a cantare il karaoke!! Fantastico! Avete presente “Azzurro” e “Tanto pè cantà”? Siii come si faceva da ragazzini!! … Ecco, eravamo tutti lì, grandi e piccini a cantare mentre zia Terry rifiniva con cura l’albero … eh si, in famiglia siamo così tutti un po’ matti .. ma questo è stato davvero un bel pomeriggio natalizio! .. finito ballando il mambo e cantando “alla fiera dell’est”.. e anche Enrico si è finalmente deciso di sedersi a cantare smettendo di saltare in giro per la casa ….
L’albero è durato intatto circa tre ore prima che Federico, tirando una pallina se l’è tirato dietro facendo un gran fracasso,.. vabbeh, qualche angelo con la testa mozzata ma il grosso si è salvato .. e domani studieremo il modo di proteggerlo da ulteriori attacchi!
Merry Christmas!
C.
Dunque, dov’ero rimasta … ah si .. io, mio fratello, Anita e Giorgio siamo cresciuti insieme. Venivamo qui dai nonni a passare le vacanze da piccoli e giocavamo a fare disastri tutti insieme.. ricordo ancora quando il bisnonno (97 anni), ci correva dietro con il suo bastone perché facevamo troppo casino.. lo stesso casino che fanno ora le quattro piccole pesti mentre noi, ormai tutti quasi quarantenni, diciamo le stesse cose che dicevano i nostri genitori all’epoca ..
I nonni ormai non ci sono più, la loro casa è stata venduta e quando ci passo davanti non ci guardo nemmeno. Come fosse un passato che non voglio toccare con immagini nuove.
Noi bimbi giocavamo fuori o a fare la casa sotto le scale con le vecchie coperte di Nonna. Lei ci preparava per merenda pane olio e pomodoro (il pane fatto in casa ovviamente). Sono stata fortunata a poter passare l’infanzia qui, non a tutti i bambini capita di poter andare con il nonno sul trattore fino al campo vicino con il cane che ti segue correndo…
Ora, tornare qui è un po’ come tornare a casa. Con i miei cugini ce ne stiamo sul divano a farci i dispetti come quando eravamo piccoli.. l’unica differenza è che, ora, loro hanno due bimbi per uno! Ma vabbeh .. l’animo infantile non l’abbiamo perso!…
A volte non apprezzo abbastanza questi paesaggi.. e comunque mi riesce difficile descriverli. Siamo in Abruzzo e qui il sole è come fosse più vicino! C’è una luce forte e i colori sono limpidi e tersi. Le montagne, così vicine, e leggermente innevate fanno da cornice al paesaggio. La strada tutta curve sale e scende lungo le colline dai lineamenti arrotondati con l’alternarsi del marrone e del rosso al verde degli ulivi e delle vigne. Qualche casa qua e là e il sole che passa attraverso gli alberi. Una cartolina quasi irreale per essere il ponte dell’immacolata, periodo in cui dovrebbe nevicare e fare freddo.
Oggi facciamo l’albero di Natale come da tradizione ……ma questa è un’altra storia …. e ve la racconto domenica!!
C.
Vi presento i personaggi di questa storia:
zia Terry: mamma e nonna ha un fare severo ma è dolcissima.. come mamma chioccia coccola tutti i suoi piccoli facendogli tante cose buone da mangiare e addobbando con cura l’albero di Natale.
Zio Gigi: il bello della famiglia (zia Terry quando lo ha accalappiato molti anni fa sapeva quello che faceva) brontola un po’ e discute di politica come se dovesse salvare il paese, ma è l’uomo più buono del mondo e a volte si sente un po’ sfinito dalle ingiustizie. Un uomo, con cui puoi discutere di tutto, non perde tempo ed esce al freddo ad addobbare l’ulivo davanti alla bellissima casa che ha costruito lui stesso.
Anita: siamo cresciute insieme come sorelle, anche lei una Mamma con la M maiuscola, dotata di infinita pazienza, le piacerebbe andare a ballare con Pino, suo marito ma con i bimbi si sa è difficile. Il piano per il prossimo futuro è di spostare i mobili e ballare nel soggiorno mentre i bimbi dormono (come hanno consigliato in tv).
Poi ci sono Giorgio e Angela genitori di Federico e Vittoria. Angela si occupa di antiquariato e ci racconta aneddoti su persone che comprano vasi antichi per cifre improponibili. Giorgio, silenzioso e un po’ sornione quando lo vedi con i suoi bambini sfoggia una tenerezza infinita. Si occupa di loro come ho visto fare da pochi padri. Anche se quando si arrabbia fa un po’ impressione!
E infine, le quattro piccole pesti:
Federico, il più piccolo ha due anni, non parla ancora ma sa farsi capire benissimo e quando sente che qualcuno saluta per uscire di casa, corre a mettersi anche lui il giubbino e saluta lanciando grossi baci a tutti. L’altro giorno è corso di là a prendere la scopa, sterminando tutti coloro che ha trovato sul suo cammino, e ha cominciato a sventolarla in aria per prendere una cimice, come ha visto fare dalla nonna.
Poi c’è Enrico, quattro anni, vero erede del nonno gli piace fare le costruzioni e fare finta di fare le riparazioni. Con gli occhi vispi del bimbo biricchino, adora i trattori, le macchine e soprattutto adora prendere i giochi e buttarli per terra, se poi ciò non basta cerca di smontarli con le mani. Vivace e sensibile, si risente se lo sgridi, per questo a volte fa finta di non sentire.
Poi c’è Marina, nove anni, fa danza classica fin da quando ne aveva tre e si vede perché si muove in modo leggero e aggraziato. Fin da piccolissima Marina è stata una bimba precoce, ha parlato presto, scritto presto e si è sempre distinta per un linguaggio ineccepibile. Come ineccepibili sono le sue riflessioni e i suoi ragionamenti. In tutta la sua dolcezza lei sarà una grande giornalista.
E Infine Vittoria, 10 anni, bella come le bimbe della pubblicità. Essendo la più grande è quella che deve soccombere un po’ di più e a volte la cosa la intristisce un pò. Da grande vorrebbe fare la stilista e lei e Marina sono inseparabili. Sono una bella squadra, lo dimostra il bellissimo biglietto che mi hanno preparato disegnando un dolcetto al computer e scrivendomi, in concerto a due voci, dei pensieri di amore adorabili. (Questo biglietto lo conserverò con cura perché mi ha davvero scaldato il cuore).
E poi c’è Billy, l’ultimo arrivato . Ha un anno e il pelo folto e lucido. Al mattino aspetta Zio Gigi con ansia per poter giocare a saltargli addosso e a correre insieme. Finito il momento di gioco arriva il momento della passeggiata, così lo zio parte in macchina e Billy gli corre dietro, un po’ spompato, ma molto felice!…
Il resto della storia ve la racconto venerdì… seguiteci!
C.
Caro Babbo Natale,
non so se sono stata particolarmente buona quest’anno (modesta), sicuramente mai abbastanza paziente (sincera), però qualcosa di buono ho sicuramente fatto (presunzione) e quindi io ti mando la letterina di Natale, poi insomma… vedi tu (mi rimetto al tuo buon cuore)!!
Mischierò un po’ di cosette proprio tangibili, giusto perché mi servono (o mi piacciono??) e poi un paio di cosette magari di più ampio respiro. Sapendo delle tue infinite capacità (sviolinata) non ho dubbi che “se vuoi, puoi” (sfida).
- abbassare un po’ l’ICI perché, ancora non ho guardato bene, ma mi pare un po’ alta
- una borsa dai colori chiari, tipo panna
- far sparire tutta la polvere di casa con un soffio e che il mocio impari da solo a lavare i pavimenti
- creme super idratanti per il corpo
- far crescere e nascere bene il nostro baby patatino
- rimettere in commercio il mio fondotinta della Clinic che come lui non c’era nessuno
- utensili da cucina vari (scegli tu, mi manca sempre qualcosa tanto)
- diventare più brava, più buona, più simpatica, più intelligente e più bella (non necessariamente in questo ordine)
- proteggere sempre tutte le persone che amo
Ecco, non avrò mica esagerato, no?? E tu cosa preferisci trovare sotto l’albero? Il solito latte e biscotti oppure quest’anno variamo con una bottiglia di vodka alla pesca??
Il Natale si avvicina… Amò ha cercato di dimezzare le dimensioni del MIO albero di natale gigante (tocca il soffitto!!!) perché dice che occupa metà salotto.
Beh, ha ragione in parte: occupa TUTTO il salotto!!
Ma è così bellooooooo!! Fa niente se per guardare la tv dobbiamo spostare i rami!! Ihihihih!!
Con il Natale il mio pancino cresce e il paese mormora
Ho deciso che il nostro pargoletto deve crescere fin da subito senza barriere relazionali, conoscere il mondo, essere in grado di stare in braccio a tutti e soprattutto capire che gli esseri umani che lo guarderanno vorranno solo fargli una carezza e non rapirlo.
Ci sono infatti in giro tanti bimbi che appena li guardi scoppiano a piangere.
Io ero una di quelli.
Così per insegnargli/le la socializzazione, quando incontro qualcuno gli chiedo di presentarsi. Sì sì!
Gli faccio mettere la mano sulla pancia e gli dico di fargli subito una carezza e di far sentire la sua voce così saprà riconoscerlo!
Ehhhhh il nostro baby è già uomo (donna?) di mondo!!
Ma secondo voi, la mia strategia, funzionerà???
Beh, in attesa di saperlo cerco di guardare la tv tra i rami… magari sposto pure una pallina, va là….
B.