La verità è che non sappiamo più aspettare. L’attesa, la pazienza, il rimanere fermi immobili ad attendere quello che deve succedere non ci appartengono più.
Noi viviamo correndo. Corriamo, parliamo, gesticoliamo, facciamo domande, ascoltiamo poco le risposte, ma soprattutto stiamo sempre facendo qualcosa e abbiamo fretta. Ci avete fatto caso? Come quando mandi un sms ad un amico e vuoi che nel giro di tre nanosecondi ti abbia risposto. Non sappiamo aspettare.
Venerdì scorso è stato il mio ultimo giorno di lavoro, poi per qualche mese sarò a casa ad occuparmi della cosa probabilmente più spettacolare ed emozionante della mia vita. Venerdì lasciare l’ufficio è stato faticosissimo. Perché appena uscita, senza il mio pc aziendale, senza il mio cellulare aziendale (sequestrati intenzionalmente dai miei boss perché se no sanno che sarei sempre collegata a controllare che il mondo vada avanti senza di me - e fin qui non c’è dubbio) mi sono sentita vuota e persa.
Ho guardato davanti a me il tempo. E ho visto che ora devo solo aspettare. Prepararmi ad una vita nuova, scandita da nuovi tempi, nuove priorità, nuovi suoni e nuove abitudini.
Non vedo l’ora che accada. Ma io non so aspettare. Un mese mi sembra ancora lunghissimo. Credo che l’attesa mi divorerà.
B.