FIERE E VANITA’

È il primo giorno di fiera e sono arrivata all’alba.. forse anche un po’ troppo all’alba! Ma alzarmi presto mi disturba meno dello stare in coda per ore in tangenziale, senza parlare dei mezzi pubblici che mi creano vere e proprie reazioni di orticaria!! …

Dopo un paio di caffè e una brioches è  quasi ora di avvicinarsi ai cancelli! … Tutti gli espositori sono pronti ai blocchi di partenza e, con sguardo feroce, si preparano alla corsa di 2 km per raggiungere lo stand. Ognuno con la sua piccola porzione di ansia: primo giorno di fiera, funzionerà tutto? Sarà tutto a posto? … Appena aprono i cancelli si sfreccia tutti lungo i lunghissimi corridoi di questa immensa fiera (che potevano pure farla più piccola!)…. mentre corro veloce sulle mie ballerine, superando a gincana chiunque ostruisca il mio passaggio, alzo il naso verso l’alto e vedo chi fa un mestiere peggio del mio: dei ragazzi sono sospesi sui soffitti in vetro, a non so quanti metri di altezza, a fare le pulizie. Gli scatto una foto sempre correndo e sperando di non inciampare facendo rotolare agli inferi le mie ginocchia e il mio amor proprio!! Accelero il passo … Il gioco è a chi arriva prima ovviamente!! Altrimenti che gusto c’è!!

Guardo le persone che corrono insieme a me: italiani e stranieri, tutti vestiti bene con l’abito a festa e le scarpe lucide. Noto che molte hanno avuto la mia stessa idea, nonostante i tailleur super chic, hanno ai piedi scarpe da tennis o ballerine e il tacco 12 pronto in borsa per il cambio tattico una volta raggiunto lo stand!… In realtà le moderne e super trendy fiere di oggi variano poco dalle fiere del pollo lesso di paese di una volta. L’obiettivo è principalmente quello di mettersi in mostra! No, non intendo  il prodotto, quello è quasi scontato. Intendo le persone. Tutti, per i più svariati motivi, sono qui per esposizione: si fanno belli, si curano e si mettono nella loro vetrina attenti ad interpretare il loro ruolo al meglio. C’è chi cerca clienti, chi cerca fornitori, chi cerca un lavoro, chi cerca gadget o semplicemente chi cerca di farsi notare per la propria vanità. Altrimenti non si spiega perché, nonostante sia il luogo più faticoso al mondo, siamo tutti lì, infighettati e tirati a lucido, con ai piedi le scarpe più scomode che abbiamo nell’armadio pur sapendo che staremo in piedi tutto il giorno… Dopo vent’anni di fiere, mi piace pensare di essere immune dagli effetti di questo scabroso show… soprattutto perchè, non ho gambe chilometriche e sotto queste luci bianche le rughe sono davvero impietose!

Poi accade che, mentre mi aggiro per lo stand rimirando  il risultato dell’allestimento e controllando che funzioni tutta la tecnologia, un collega mi si avvicina: “Caspita Claudia, stai un incanto!” sfoderando il suo sguardo più charmant. Altri due intervengono prontamente allo spettacolino sottolineando gli apprezzamenti lusinghieri che da anni vanno avanti sul mio fondoschiena. Sorrido e ringrazio dicendo civettuola “beh, ognuno ha il proprio punto di forza”… mi allontano contenta, pensando che almeno tutta questa fatica sarà valsa ad allietare la mia vanità!! Chiamo subito Barbara per raccontarglielo …”Ciao cara, lo sai cosa mi è successo oggi??? … altro che prodezze professionali e voli pindarici di creatività!! … E’ il Pilates la mia vera salvezza!!!” ;-)

C.